Cultura

I mass media “maltrattano” le donne ma la ribellione è possibile - Repubblica

“Il corpo delle donne” è il titolo del libro di Lorella Zanardo, ma è anche il tema di un documentario e di un blog. Per analizzare le umiliazioni e le volgarità con cui il mondo della comunicazione ritrae il femminile. E invitare a un altro approccio

di SILVANA MAZZOCCHI

PUBBLICITA’, mass media, televisione. Il mondo della comunicazione non ama le donne. Le mostra e le esibisce togliendo loro ogni autorevolezza. Le denuda, le carica di lustrini e, mentre sembra esaltarle, le umilia. Le riduce a merce, a decorazione. Toglie loro la parola, le usa come  prezzemolo visivo per “alleggerire” i programmi, le tratta come elemento di attrazione, come calamita per lo sguardo maschile. E’ questa la rappresentazione mediatica del femminile che, sebbene con qualche apprezzabile eccezione, risulta la più diffusa, quella che s’impone attraverso gli schermi televisivi, quella che entra nelle case a tutte le ore, che viene vista dalle ragazze e dai ragazzi e che svilisce la funzione educativa del mezzo televisivo. Una tv spesso anche volgare ma che, soprattutto, veicola un’immagine falsa delle donne, che fa torto alle donne reali, ai tanti passi avanti compiuti nei decenni passati, agli innumerevoli talenti femminili che crescono nelle scuole, che si  affermano nelle università, nei centri di ricerca, nell’arte,  nelle professioni e nel mondo del lavoro.

Una fotografia fedele di quanto ciascuno può guardare in tv è quella raccontata in Il corpo delle donne, (Feltrinelli) il libro scritto da Lorella Zanardo, consulente organizzativa e già autrice con Cesare Cantù e Marco Malfi dell’omonimo documentario visibile sul sito ilcorpodelledonne.com 1, dove è attivo anche un blog sull’argomento. Una ricerca, un film e un libro che denunciano il gap esistente tra la rappresentazione del femminile in tv e la realtà. E che indagano sui motivi per cui le donne non si ribellano alle immagini pornosoft che rimbalzano dagli schermi, come fossimo tutte e tutti quasi “in sonno” davanti a quello che ormai percepiamo come la normalità, seppure negativa.

Partendo da questa analisi, Lorella Zanardo pensa in positivo e suggerisce come reagire. Indica con quali occhi i giovani e i meno giovani dovrebbero guardare la televisione per riparare al vuoto diseducativo che il mezzo diffonde.
Il corpo delle donne è dedicato alle ragazze da un’autrice che sceglie di sottolineare le emozioni provate durante le settimane dedicate a guardare la tv: “…sentivo nella mia carne il sopruso della telecamera che frugava il nostro corpo. Soltanto attraverso la comprensione profonda, e di conseguenza l’assunzione totale della vergogna e del dolore per come eravamo rappresentate, sarebbe stato possibile scrivere un testo per stimolare domande per educare. E, finalmente, cambiare”. Una ferita che (segue…)

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/05/18/news/lorella_zanardo-4153987/

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